11-14 Settembre 2026 – Via Vandelli in MTB – Dalla Garfagnana alla Versilia, attraversando le Alpi Apuane per il Passo Tambura (1620 mt s.l.m.)
Il Vulkan MTB sulla Via Vandelli: una gran bella impresa tra storia e fatica
All’alba di Venerdì 11 Settembre, un nutrito gruppo di pedalatori seriali del gruppo Vulkan MTB è partito sotto un impetuoso diluvio, che ha reso più avvincente il carico delle quattordici biciclette e dei relativi bagagli sui due furgoni Sociali e l’autovettura utilizzati per il trasferimento in autostrada.
Il gruppo Vulkan MTB, sezione di mountain bike della Società Alpina delle Giulie – CAI di Trieste, ha completato in tre giorni una traversata ciclistica dall’Appennino emiliano al Mar Tirreno, attraversando la Garfagnana e le Alpi Apuane. L’itinerario si è ispirato alla storica Via Vandelli, strada carrabile realizzata nel 700 su progetto dell’abate Domenico Vandelli per unire Modena a Massa, e che è stata mantenuta in funzione fino alla fine del 800. Il percorso seguito in bicicletta dai pedalatori del gruppo Vulkan ha privilegiato i tratti fuoristrada più spettacolari e meglio conservati della traccia storica della via Vandelli nei quali spesso affiora ancora l’antica pavimentazione in pietra. A questo impianto storico è stata aggiunta una suggestiva variante dall’Alpe di San Pellegrino al Casone di Profecchia, che ha permesso al gruppo di immergersi nella magnifica Riserva Naturale dell’Orecchiella e di far visita ai borghi medievali di Castiglione e Castelnuovo di Garfagnana.
La spedizione, ideata dal consocio Paolo Benci era rimasta nel cassetto per quasi vent’anni, è infine partita anche grazie ai furgoni sociali dell’Alpina, che hanno facilitato la logistica del trasporto di tutti i soci pedalatori fino al punto di partenza della ciclo-escursione.
Giorno 1 (La Santona – Casone di Profecchia) – Venerdì 11 Settembre-primo pomeriggio:
dalla località La Santona (Modena) la prima frazione si è snodata per 39 km con 1.055 metri di dislivello positivo. Lungo il percorso storico fino all’Alpe di San Pellegrino e deviando poi verso il Casone di Profecchia, i biker hanno avuto modo di scaldare le gambe sui saliscendi appenninici.
inizialmente attraverso splendide faggete
interrotte dai più svariati panorami, tra cui alcuni calanchi
dove a Cento Croci il Vulkan non poteva non lasciare il segno aggiungendo il proprio logo in posizione assolutamente “provvidenziale” ad altri già presenti….
per proseguire poi fino a San Pellegrino in Alpe
e rientrare poi attraverso il Passo delle Radici sulla strada principale e chiudere la tappa del primo giorno a Casone di Profecchia, posto strategico in quanto baricentrico per numerosi itinerari sui monti circostanti; per non parlare poi della magnifica accoglienza ed ospitalità che ci è stata data a cominciare dal padrone, Giuseppe, e dell ‘ottimo ed abbondante cibo che abbiamo potuto gustare a cena e ad a colazione.
Giorno 2 (Casone di Profecchia – Vagli di Sotto) – Sabato 12 Settembre:
la tappa più lunga del viaggio (68 km e 1.204 m di dislivello) ha condotto il gruppo nel cuore della Garfagnana, attraversando la bellissima Riserva Naturale dell’Orecchiella fino a raggiungere lo splendido scenario di Vagli di Sotto.
Partenza alle 08:30 da Casone di Profecchia verso il cuore della Garfagnana
che ci regala panorami fantastici
e nel Parco dell’Orecchiella attraversiamo la riserva degli orsi
Si scende poi attraversando castagneti centenari
per raggiungere a Castiglione di Garfagnana gli amici Alice e Massimiliano che ci faranno da Cicerone per i prossimi due giorni
Si prosegue poi il giro costeggiando la ferrovia
per arrivare poi alla diga del lago di Vagli
e di li a poco all’ ex convento dove passeremo la notte
Meno di un’ora per darsi una rinfrescata e poi via a cena nel locale a 100 mt dall’ex convento
Giorno 3 (Vagli di Sotto – Marina di Massa) – Domenica 13 Settembre:
la frazione finale di 36 km e 1.138 m di dislivello si è rivelata la più impegnativa dal punto di vista ciclistico.
La partenza è fissata alle 09:00 non prima però di aver visitato la storica chiesetta del convento, resa possibile grazie ad un “nonzolo locale” d’eccezione, tal Fra Zagolio 2°
la cui somiglianza ad un Socio Vulkan è a dir poco impressionante !!!
Terminata la visita alla chiesa si parte, e dopo pochi metri, subito foto di gruppo in omaggio al monumento di Vandelli
Si parte quindi subito in salita alla volta della selvaggia Valle d’Arnetola e delle sue sterrate realizzate per l’attività di estrazione del marmo. La Valle d’Arnetola tra l’altro è famosa anche per il fatto che detiene il record mondiale per la più alta concentrazione di grotte profonde ed abissi (dai 300 agli oltre 1000 di profondità)
le pendenze si sono fatte severe e il fondo roccioso, estremamente sconnesso e non propriamente ciclabile, ha costretto i partecipanti a sfoderare una tecnica sopraffina e una notevole resistenza.
Seguendo l’antica via settecentesca, dodici atleti del Vulkan hanno faticato e stretto i denti fino a valicare il Passo della Tambura, situato a 1.620 metri di quota.
Da quella spettacolare finestra di roccia bianca affacciata sul mare, è iniziata la discesa liberatoria verso Massa.
Si scende quindi dal passo con “Porto Venere ed il golfo di La Spezia davanti a noi” e 200 mt più in basso deviazione tattica verso il rifugio Nello Conti
che ahinoi.. essendo l’ultimo giorni di apertura, ha solamente da bere.
Quindi, rapido giro di birre e poi ci tuffiamo in discesa verso verso il mare.
Più precisamente la discesa è divenuta liberatoria solamente a partire da Resceto (quota 500m) fino all’arrivo posto sulle rive tirreniche … i primi mille e cento metri di discesa infatti sono stati veramente impegnativi a causa del fondo roccioso dissestato e dell’esposizione di gran parte del percorso che hanno reso obbligatoria per tutti una costante e vigile attenzione sommata ad una gran faticaccia ma ovviamente proprio ciò ha regalato a ciascuno orgoglio ed una super soddisfazione.
Arrivati a “quota 0” conquistiamo il mare e raggiungiamo il campeggio dove trascorreremo la notte prima del rientro domani a Trieste.
La mattina seguente, partenza con calma per il rientro a Trieste – B.go Grotta Gigante dove arriviamo alle 18:00.
A fine giro le considerazioni del capogita Paolo: “Sono oramai trent’anni che frequento la Garfagnana e le Apuane per lavoro e per gli amici…, ed era da molto che attendevo l’occasione per portare il gruppo Vulkan MTB a percorrere la Via Vandelli ed i bellissimi itinerari attorno al Casone di Profecchia. Niente di eccezionale se guardiamo il solo lato sportivo: già 30 anni fa c’erano ciclisti che percorrevano integralmente i 145 km con un dislivello di quasi 3400 metri in giornata. Personalmente però ho voluto accostare anche l’ambito culturale e non ultimo quello enogastronomico che in Garfagnana sono altamente remunerativi.
Gli amici del Casone di Profecchia, Massimiliano, Giuseppe e Alice assieme alla loro meravigliosa ospitalità ci hanno regalato preziosissimi assaggi di quello che la cucina e la storia della Garfagnana hanno da offrire. Sarebbe stato veramente un grave errore rinunciare a tutto ciò per fare la Via Vandelli in giornata”. (Anche perché non molti di noi hanno ancora il potenziale per poterlo fare)
Un altro successo per il team del Vulkan MTB, che archivia l’impresa con orgoglio, zero incidenti e uno spirito di squadra che si conferma, ancora una volta, il motore più forte di ogni avventura.
