24-27 Aprile 2026 – In MTB su MARTE – Pag & Dintorni – GIORNO 1
Il Gruppo Vulkan ha inaugurato il tour dalmata con una tappa di carattere, partendo direttamente dal quartier generale dell’Hotel Pagus. La risalita verso nord ha rivelato subito l’anima dell’isola: un deserto di pietra bianca sferzato dalla bora, che regala la sensazione di pedalare su un altro pianeta, Poco prima di concludere un imprevisto tecnico ha messo a dura prova la pazienza (e il fisico) del comando della spedizione.
Ma andiamo con ordine:
Partenza da Trieste Venerdì 24 Aprile nel primo pomeriggio con i due furgoni del CAISAG ed un auto per “tentare” di prendere il traghetto da Prizna delle 18:10.
Arriviamo all’imbarco alle 18:00 ma stante la fila
partono alle 18:10 i due furgoni e l’auto rimane ad aspettare la prossima partenza.
Alle 18:45 si imbarcano anche i ritardatari che arrivano all’hotel Pagus in tempo per la cena a buffet.
A seguire, partita di biliardo con momenti di insuperabile ed inaspettata qualità…..
Alle 23:30 fine delle ostilità e l’appuntamento è per domani mattina alle ore 07:00 a colazione.
“GIORNO UNO”
Ricchissima colazione a buffet che ci consente di preparare i panini per il pranzo visto che dove andremo ci saranno solo sassi e forse qualche capra…
Ore 0900 partenza dall’albergo in bici.
Foto sul ponte pedonale di Pago
Non siamo ancora usciti dal paese ed il paesaggio lascia subito intendere la qualità dei posti che attraverseremo oggi con le nostre MTB
si prende quota pedalando in direzione di Novalja
Chiesetta in pietra prima di entrare a Novalja
Grazie alla logistica, all’ingresso a Novalja abbiamo birre fresche ad attenderci.
E pronti per proseguire verso la baia di Svetojani
Lasciata “la civiltà” procediamo verso est nel mare di pietre e dopo qualche chilometro la baia di Svetojani si presenta davanti ai nostri occhi
E tra i “marinai” presenti, tornano alla mente le volte che questa baia l’hanno raggiunta vi mare domandandosi
dove portasse il sentiero che abbiamo appena percorso per raggiungerla………
Viene lasciata la testimonianza della presenza Vulkan in questa spettacolare baia !!
… e qualcuno non resiste alla tentazione di un tuffo ……
Il tempo di asciugarsi ed è già ora di risalire
Sullo scollinamento troviamo l’unica pozza d’acqua dell’isola di Pago (Sorgente utilizzata da secoli come abbeveratoio
per le celebri pecore di Pag e sala dei concerti delle rane. )
Ed inizia la discesa per chiudere l’anello e tornare a Novalja
con splendida sosta al bar dell’ Hotel Boskinac, primo ed unico punto di ristoro incontrato
da quando abbiamo abbandonato “la civiltà” usciti da Novalja…. ore ed ore fa.
Si ripassa Novalja e per la strada dell’andata si ritorna nella baia di Pago. Ma “non paghi”…, i “soliti pedalatori alternativi” imboccano una strada diversa da quella dell’andata, cui abbocca una povera pecorella smarrita, la nostra “Chiaretta Gomeriana” che si avventura in quello che verrà ribattezzato “L’inferno dei Calanchi”.
- Proprio quando la meta sembrava vicina infatti, il capogita, un suo fidelissimo ed una inconsapevole seguace sono finiti intrappolati in un terreno argilloso, infido e labirintico. I calanchi di Pag non perdonano: le bici sono diventate blocchi di fango immobili, costringendo il trio a una faticosa e lenta operazione di “estrazione” meccanica.
Il resto del gruppo, che invece, lungimirante…., ha preso il percorso dell’andata, dall’alto li fotografa e li deride senza ritegno…..!!
Ed è proprio qui che si manifesta l’ “Azzidramma dell’ex Reggente” che già cominciava ad assaporare il relax post-gita, vittima dell’ attesa del rientro dalla deviazione nei calanchi dei nostri “esploratori mancati”, è stato costretto a una rincorsa contro il tempo. Il suo arrivo alla SPA dell’Hotel Pagus è avvenuto con un ritardo clamoroso, quando ormai i vapori del centro benessere stavano per spegnersi, trasformando il sogno di un massaggio rilassante in una doccia veloce per recuperare il decoro.
Ripuliti quindi dalla polvere e pronti per “l’ape” prima della cena “a buffet” dell’Hotel Pagus
Ci si sposta quindi all’interno dove ci imbattiamo in un rarissimo fenomeno, esclusivo dell’Hotel Pagus:
“Il moto perpetuo del miglio bianco“.
Dal tavolo ai banchi del buffet infatti bisogna percorrere “metri e metri” e le calorie fornite da ogni “piatto” sono a malapena sufficienti a dare energia per il viaggio “tavolo-buffet-tavolo”.
E come se non bastasse.. il luogo è frequentato da loschi personaggi di altri tempi…..
Ci si risposta all’esterno quindi per l’indispensabile ed immancabile “momento del digestivo”….
…cui segue il brindisi di fine giornata…..
…. ed il “Gran finale” con biliardo di altissimo livello
e dopo un colpo simile non resta altro che ritirarsi mestamente per essere pronti domani per il “GIORNO DUE“
